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Cenni sulle telecomunicazioni

Autore: PUOJACKZData: 2005-11-08
Modificato: 2005-11-26 Letture: 1016
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Cenni generici al Dial-Up:

- Applicazione della Public Switched Telephone Network (PSTN) per trasportare dati tra 2 terminali.
- Implica la presenza del Customer Premises Equipment (CPE), il quale, deve spedire il numero di telefono del terminale desiderato, allo switch telefonico
- Nato dal telegrafo, il quale, trasmetteva inviando, nella linea, dei segnali elettrici provocati dal passaggio di corrente tra i 2 contatti presenti sulla parte fissa e mobile dello strumento di trasmissione
- Telefono nato da Bell nel 1875. Primo servizio di telefonia transatlantico nel 1927, tramite segnali radio (WireLess)
- Stazioni a microonde, nel 1948, per connettere telefonicamente le varie città americane
- Comunicazioni satellitari, dal 1962, grazie alla spedizione in orbita del primo satellite "Telstar 1"
- Creazione del primo Modulator-Demodulator (MODEM), nel 1979, per il dial-up networking. I primi modem erano creati su standard proprietari ed impiegati per connessioni WAN Point-to-Point, tra telefono e DataCenter. L'operatore udiva dei segnali particolari, nella linea, e li convogliava su una linea dedicata, ov'era presente il MODEM.
- Nel 1980 la ITU-T inizia a creare gli standard per le comunicazioni tra DCE e DTE.

V.8     = Standard del metodo di modularizzazione usato dai modems, nella comunicazione tra due DCE
V.8bis  = Specifiche per la comunicazione standard tra DTE e DCE
V.21    = Standard per le comunicazioni baud a 300
V.23    = Standard per le comunicazioni baud a 600/1200
v.27ter = Standard per le comunicazioni baud a 2400/4800
V.29    = Standard per le comunicazioni baud a 9600
V.25    = Standard per il dialing automatico
V.25bis = Standard per l'answering automatico
V.25ter = Standard per il controllo automatico
V.32bis = Standard per le comunicazioni baud a 14400
V.34    = Standard per le comunicazioni baud a 33600
V.90    = Standard per le comunicazioni baud a 56000 (grazie alla comunicazione digitale diretta nella linea)
V.110   = Standard per permettere un dispositivo DTE Asincrono di comunicare via ISDN DCE, tramite un Terminal Adapter (TA)

- Oggigiorno, il dial-up, viene usato come alternativa economica (a seconda dei requisiti di connessione), per avere una connettività dedicata. Usata per avere una connettività di backup, qualora la linea primaria non sia disponibile. Il dial-up permette la creazione di connessioni dinamiche, qualora sia necessario.
- Usata come connessione per il trasferimento di dati di piccole dimensioni, offre delle connessioni switched dedicate, a bassa capacità
- Adeguata per le piccole aziende, in quanto, permette lo scambio di documenti elettronici (es. fatture, bollettini, listini prezzi, emails, rapporti giornalieri
- Tecnologia BaseBand
- Consigliato l'uso accostato ad una tariffa FLAT, se offerta dal fornitore di servizi di telefonia, oppure, per il dial-up automatico nelle ore notturne o nei giorni festivi (es. weekend), in caso di necessita per trasferimenti di dati a grandi dimensioni, in quanto, si evitano enormi costi per l'usofrutto del mezzo trasmissivo
- Le tariffe telefoniche sono basate nella distanza tra i punti chiamati (es. locale, urbana, interurbana, intercontinentale), a seconda della fascia oraria (se intera, mista o ridotta) e dalla durata della chiamata
- I vantaggi sono la semplicità, la disponibilità e il basso costo d'implementazione
- Gli svantaggi sono la poca capacità di trasmissione e i tempi di connessione relativamente lunghi (più lunghi dell'ISDN)
- Ritardi e problemi di Jitter poco presenti, in questa tipologia di traffico Point-to-Point, ma a causa della poca capacità la trasmissione contemporanea di dati video e audio non avviene in modo soddisfacente

La Rete Telefonica Semplice

Schema:

CPE Locale --> LocalLoop Locale --> Central Office Locale (CO) --> PSTN --> Central Office Remoto (CO) --> LocalLoop Remoto --> CPE Remoto

Legenda:

CPE Locale/Remoto = (Customer Premises Equipment) Tutti i dispositivi di telecomunicazione (telefono, videofono, fax, modem, DCE, CSU/DSU ecc.) dislocati nei terminali della rete telefonica (es. case, uffici, ospedali, aziende ecc.). In Europa, l'abbonato alla linea telefonica ottiene il CPE (es. il telefono di casa principale), dal fornitore di servizi di telefonia (detto anche Telco), mentre, in America, dev'essere l'utente ad acquistarlo separatamente.

LocalLoop Locale/Remoto = Il CPE dell'abbonato viene collegato, alla rete telefonica, tramite un cavo in fibra ottica o di rame. Tale cablaggio è detto "Local Loop", oppure, "Ultimo Miglio". Qualora la chiamata telefonica venga eseguita verso una destinazione locale alla sorgente, quest'ultima verrà instradata negli altri local loops "telefonicamente" adiacenti.

Central Office = (CO) E' il nodo, offerto dal fornitore di servizi di telefonia, ove vengono collegati tutti i Local Loops locali (rispetto un area geografica). Tramite questo, le chiamate vengono instradate ai vari Local Loops locali, oppure, instradati attraverso un trunk, al Primary Center. Da qui, in caso di necessità, successivamente al Sectional Center, verso il Regional o International Carrier Center, fino a raggiungere la destinazione.

PSTN = (Public Switched Telephone Network) Rete di switch ove vengono instradate le connessioni telefoniche. Quando un abbonato effettua una chiamata, il numero di telefono viene utilizzato per settare gli "scambi" degli switch intermedi, al fine di creare un unico percorso virtuale continuo tra sorgente e destinazione. Da questa prassi, questo sistema telefonico è detto "Circuit-Switched" e la rete ove tale pratica avviene è detta "Circuit-Switched Network".
Qualora i telefoni vengano rimpiazzati con dei Modems, il circuito a switch permette il transito di dati per computers.
La path interna, intrapresa tra gli scambi del circuito virtuale formatosi, viene condiviso da un certo numero di conversazioni. In tale ambiente, viene utilizzato il TDM (Time division multiplexing, multiplexing a divisione di tempo). Quest'ultimo fornisce una condivisione della connessione di turno, ad ogni trasmissione. La funzione principale del TDM è quella di assicurarsi che vi siano delle connessioni con capacità fisse, a disposizione dell'abbonato.
Se il circuito viene utilizzato per trasportare dati computer, l'uso della capacità fissa potrebbe non essere del tutto soddisfacente.
Un esempio è il traffico massiccio generato per scaricare dei dati da internet, seguito, successivamente, da un periodo di inattività. Tale variazione d'uso è alquanto uno spreco, specie perchè le connessioni dial-up non permettono una condivisione di banda, a livello nativo. Siccome l'abbonato viene dotato di un allocazione a dimensione fissa, l'impiego di un sistema a circuito, per il trasferimento di dati, è una metodologia alquanto dispendiosa.
Un sistema alternativo sta nell'allocare la capacità necessaria, per il traffico, solo qualora sia necessario, condividendo, quest'ultima, per più utenti. Con una connessione circuit-switched, i bit dati inviati nel circuito vengono consegnati automaticamente al destinatario, in quanto, prima dell'invio è stato creata una path diretta tra i 2 punti comunicanti. Se tale circuito, però, viene condiviso, occorre implementare un meccanismo che contrassegni la destinazione dei dati, in modo che gli switch intermedi comprendano quale path utilizzare per l'invio. E' difficile contrassegnare i bits individuali, anche se son contenuti su delle celle, dei pacchetti o dei frames. Questo particolar tipo di sistema è detto "Packet Switched" e le reti che lo implementano son dette "Packet-Switched Networks".
Con tal sistema, sebbene il collegamento tra gli switch, nella rete, appartenga ad un solo abbonato, durante il trasferimento, quest'ultimo verrà condiviso tra più utenti.
Ciò abbassa i costi, rispetto a quelli implicati in una connessione dedicata Circuit-Switched, però, i dati, possono esser soggetti a dei ritardi non prevedibili, causati da eventuali situazioni di congestione localizzate nei singoli switch.

ConnectionLess & Connection-Oriented

A differenza di quanto accade nelle reti Circuit-Switched, ove prima viene formata la path tra sorgente e destinazione e solo dopo avviene l'inoltro della trasmissione, nelle reti Packet-Switched contribuiscono, le tipologie di trasmissioni sono molteplici: ConnectionLess e Connection-Oriented.
Nella modalità ConnectionLess (es. come su Internet), la path, tra sorgente e destinazione, non viene stabilita prima della trasmissione. Ciò implica che il frame contenga tutte le informazioni di indirizzamento, durante il transito. Ogni switch deve valutare in che path instradare i dati, a seconda dell'indirizzo presente nel frame.
Nella modalità Connection-Oriented, la rotta, per il dato, viene determinata a priori. Ciò implica che ogni pacchetto necessiti solo di un identificatore. Lo switch, successivamente, instraderà il frame a seconda dell'ID presentato, comparando, quest'ultimo, con le info contenute nella propria tabella interna.

Circuiti Virtuali

- Il circuito fisico, presente nella rete telefonica, ove i pacchetti vengono inoltrati, è detto Virtual Circuit (VC)
- Il VC creato, tramite la sollecitazione su richiesta degli switch, è detto Switched Virtual Circuit (SVC). I dati instradati, in questa tipologia di circuito virtuale, devono attendere fino a quando le info, nella tabella degli switch, non vengono aggiunti. Dopo tale operazione, l'SVC può rimanere operativo anche per molto tempo
- Qualora vi sia la necessità di un circuito sempre disponibile, è possibile creare un Permanent Virtual Circuit (PVC). Quest'ultimo implica il caricamento dei dati d'instradamento dei pacchetti, direttamente durante l'accensione dello switch, in modo che il VC venga inizializzato fin dai primi momenti di funzionamento

Servizi della rete telefonica: Plain Old Telephone Service (POTS)

- Si riferisce alle linee telefoniche usate per le chiamate vocali (in alcune nazioni, le chiamate locali sono gratuite)
- Tipo di servizio di base, usato nella rete telefonica
- I suoni trasportati nel POTS vengono campionati ad una frequenza di 8000 volte al secondo (usando campionamenti di 8 bit), per la loro conversione in segnali digitali, in modo che il suoni possa esser trasportato, nei canali a 64 kbps, a livelli accettabili
- I livelli accettabili, secondo lo studio delle frequenze vocali, vanno da 300 Hz a 3400 Hz. 4000 Hz di range dovrebbe coprire lo spettro di frequenza, ma secondo il teorema di Nyquist, il suono dev'essere campionato usandone il doppio, al fine di includere anche le onde sonore più alte e basse
- Per la codificazione e decodificazione della voce, il telco si affida ad un dispositivo detto CODEC, il quale permette una compatibilità retroattiva con gli antichi telefoni analogici, ampiamente diffusi al momento della creazione della rete digitale
- La connettività Dial-Up è di 33,6 kbps via modem (standard V.34). Con le ultime migliorie (standard V.90), i dati spediti dalla sorgente digitale possono esser trasmessi a velocità maggiori, verso il modem

Servizi della rete telefonica: Integrated Digital Service Network - Basic Rate Interface (ISDN-BRI)

- Inteso per usi residenziali o in piccole aziende, usa lo stesso mezzo trasmissivo di rame del POTS, offrendo connettività digitale diretta, sfruttando la linea telefonica
- Richiede un dispositivo particolare, conosciuto come Terminal Adapter. Quest'ultimo, a seconda del Telco attivo nella nazione, può essere integrato nel router o nel dispositivo DCE
- Ha 2 canali B (Bearer) per il trasporto di dati ed un canale D (Delta) per il trasferimento di info per il segnaling e il controllo. Questi son anche detti 2B+D
- I 2 canali Bearer sono entrambi a 64 Kbps. Ognuno di questi, nella rete telefonica, son riferiti anche come "Digital Service 0" (DS0), denominazione comune, indipendente dal tipo di servizio offerto
- L'interfaccia BRI ha una connessione dedicata allo switch telefonico, la quale rimane attiva anche se non vengono trasferite delle chiamate
- Per il trasferimento digitale, i segnali vengono suddivisi in Time Slots, tramite un processo detto TDM (Time Division Multiplexing). La sorgente e la destinazione devono avere una temporizzazione sincronizzata (procedimento che avviene durante l'inizializzazione della linea)
- I canali BRI Delta, non vengono usati a pieno, in quanto, i dati di controllo dei canali Bearer non son molti. Alcuni fornitori di servizi, per evitare gli sprechi, han abilitato il trasporto d'informazioni in quest'ultimo, a bit rate più bassi (es. come le connessioni a 9,6 Kbps effetuate nell'X.25)
- Per piccole WAN, il BRI offre il miglior sistema di connessione, in quanto, ha un tempo di setup della chiamata molto esiguo (meno di 1 sec), offrendo discrete capacità di trasmissione, rispetto ad un link analogico. L'uso abbinato di entrambi i canali B, può esser utile al fine di fornire una bandwidth fino a 128 Kbps (per i trasferimenti di dati a grandi dimensioni)
- Poco adeguato per la trasmissione di dati video, ma permette la presenza di più chiamate vocali simultanee, oltre al traffico dati
- Utile per fornire capacità aggiuntiva secondaria, o di backup, in parallelo ad una linea dedicata, per le situazioni di grossa domanda, oppure, in caso di guasti alla connessione primaria
- I costi sono basati sul numero di canali B attivi, seguendo una prassi di calcolo uguale a quella adottata per le connessioni vocali analogiche (Dial-Up semplice)

Servizi della rete telefonica: Integrated Digital Service Network - Primary Rate Interface (ISDN-PRI)

- La T1 PRI offre 23 canali B a 64 Kbps + 1 canale D (il 24esimo) per le info di chiamata
- NFAS permette il binding di più canali D, al fine di ridurre i problemi
- L'E1 PRI permette 30 canali, usando il 16esimo per lo segnaling ISDN
- Il servizio PRI è una connessione ISDN, la quale permette sia le chiamate vocali, che quelle digitali ISDN, attraverso il TI/E1
- Possono esser connessi più canali B tra 2 terminali. Ciò permette sia la videoconferenza (a differenza della BRI) e le connessioni per il traffico dati ad alta capacità, senza problemi di latenza o jitter
- I costi son calcolati seguendo dei procedimenti ibridi a quelli adottati per la linea analogica e quella dedicata. Connessioni multiple, in caso di lunghe distanze, possono esser molto costose

Servizi della rete telefonica: Linea Dedicata T1/E1

- Destinate per l'uso aziendale
- T1 introduce 24 canali TDM tramite cablature a 2 fili di rame
- E1 offre 32 canali TDM (ed 1 dedicato per la sincronizzazione dei frames)
- Qualora il T1/E1 sia tramite ISDN BRI, la connessione viene posta direttamente nello switch telefonico, rendendola "dedicata". Quest'ultima rimane connessa ed in comunicazione per un periodo continuato, anche se non son presenti chiamate
- Il T1/E1 è anche detto "Digital Service 1" (DS1)
- Il T1 Nord Americano usa dei frames per definire la temporizzazione tra i canali individuali. Per le T1, ogni frame ha 24 canali da 9 bit (8 per i dati + 1 per il framing), con un totale di 193 bits per frame. 8000 di queste, al secondo, permettono di raggiungere una bandwidth di 1.544 Mbps tra lo switch e il CPE
- Anche l'E1 usa i frames, per la temporizzazione, impiegando, però, 32 canali da 8 bit per frames da 256 bit. Ad un rate di 8000 Hz, il canale raggiunge fino a 2.048 Mbps di traffico tra switch e CPE

I Modems

- E' considerato un dispositivo DCE, che dev'esser collegato ad un terminale che fugna da DTE
- Deve aderire ad un certo standard telefonico, per poter comunicare con altri modem
- Il segnale avviene attraverso solo 1 conversazione analogica. Siccome la conversione avviene a livello client, il traffico generato dal modem di tale versante è limitato dalle velocità decise da V.34. Il traffico in arrivo dal server d'accesso non è soggetto ai problemi di disturbo introdotti dalla conversione in analogico, pertanto, tali dati possono esser spediti a velocità maggiori. Sebbene il client possa ricevere dati a velocità V.90, può spedirli solo a velocità V.34. In teoria, i modems V.90 possono spedire i dati a 56 Kbps, ma a causa dei limiti imposti nelle linee telefoniche, da parte delle agenzie governative, è possibile raggiungere, come soglia massima, i 53 Kbps

Attraverso il dispositivo DTE, i dati vengono spediti attraverso l'UART, il quale gestisce il buffering e il controllo di flusso da parte dell'host. Il compressore di dati invia quest'ultimi per "l'impacchettazione", il quale inserisce un checksum. I dati vengono, quindi, spediti attraverso un dispositivo che processi la conversione da digitale ad analogico, il quale pone il frame nella linea telefonica. Nella fase di ricezione, il procedimento è inverso.

X.25  
 
- Tecnologia di risposta ai costi delle linee dedicate
- Gruppo di protocolli corrispondenti al Layer OSI 3 (Network), origine delle prime reti Packet-Switched, le quali condividevano le linee al fine di ridurre i costi
- Offre capacità variabili, condivise, a bit rate bassi, sia SVC che PVC
- Agli abbonati viene fornito un indirizzo di rete X.25
- I VC vengono stabiliti attraverso delle richieste di chiamata, dirette all'indirizzo di destinazione. L'SVC risultante è identificato da un numero di canale. I pacchetti contrassegnati con una particolare cifra vengono instradati alla destinazione corrispondente
- Possono esser attivi dei canali multipli, anche su una singola connessione
- Gli abbonati si connettono alla rete X.25 sia tramite connessioni dedicate che via Dial-Up. Inoltre, tali tipologie di reti possono essere configurate in modo da inizializzare un PVC tra utenti (già prestabilito)
- I costi dell'X.25 si basano sull'ammontare di dati inviati e non riguardo il tempo di connessione o la distanza
- I dati possono esser spediti a varie velocità, a seconda della capacità della connessione, ciò offre flessibilità. E' bene, però, tener in considerazione che, normalmente, questa tipologia di reti sopraggiunge fino ad un massimo di 48 Kbps
- I dati inviati son soggetti ai ritardi tipici introdotti nelle reti condivise
- Tecnologia Packet-Switched ormai obsoleta.
- Utilizzo tipico dedicato ai lettori delle carte di credito, nei punti vendita. Quest'ultimi utilizzano l'X.25, in modalità Dial-Up, per effettuare il controllo di validità dei dati ottenuti dalle memorie badger, presso un computer centrale. In altri casi, l'X.25 viene usato per brevi trasferimenti (es. per documenti commerciali)
- Sebbene vi sia poca banda e alta latenza, i bassisimi costi di questa tecnologia rendono l'X.25 una soluzione in certe realtà

Frame Relay
  
- Appare simile al gruppo di protocolli X.25, ma, il Frame Relay lavora a livello 2 (Data Link) del modello OSI
- Data Rates soliti sui 4 Mbps (certi fornitori di servizi offrono anche velocità maggiori)
- Non implementa controlli di errore dei dati trasmessi, nè di flusso. Non vi è necessità di processi di de-capsulamento/in-capsulamento, pertanto, il jitter è ridotto. Inoltre, i controlli, intermedi, sull'integrità del frame spedito non avvengono, pertanto, la latenza è minima
- Molte connessioni Frame Relay son PVC, invece che SVC
- La connessione tra confine di rete e nodo terminale è spesso tramite linea dedicata, oppure ISDN
- I costi sono in base alla capacità della porta predisposta al collegamento, nel confine di rete, oltre al committed information rate (CIR)
- Offre una connettività condivisa permanente per il traffico sia locale che dei dati

ATM (Modalità di Trasferimento Asincrono, Asynchronous Transfer Mode)

- Creata al fine di ottenere una rete condivisa permanente, con poca latenza e jitter, a bandwidth + alte. Raggiunge data rates anche oltre i 155 Mbps
- Particolarmente usata per il trasferimento vocale, video e dati, attraverso reti privat o pubbliche
- Basato su un architettura a celle a dimensione fissa, invece che a frames, di 53 bytes (5 per l'header e 48 per i dati). Quest'ultime sono ottimali per il trasferimento del traffico vocale/video, in quanto, il ritardo (intollerabile in certe situazioni, es. videoconferenza) è molto breve (grazie alla sua struttura a celle). Vengono inviate piccole porzioni d'informazione. Ciò permette che la voce e il video possano esser aggiornati ad una maggior frequenza, in quanto, non occorre attendere la creazione di pacchetti dati a grandi dimensioni (in quanto, molti campi presenti nei frames, in questo caso, son stati completamente soppressi).
- Nel caso di trasferimenti di pacchetti (Layer 3), i bytes riservati per l'header devono esser maggiori, in quanto, devono implementare la capacità di riassemblamento dell'intero dato, nello switch ATM prossimo alla destinazione
- L'ATM presenta sia PVC (molto comuni nelle WAN), sia SVC (più rare)

DSL (Digital Subscriber Line)

- Nata nel 1988, nei laboratori Bell, ma tralasciata in quanto, tale tecnologia non era economicamente proficua. Evitava l'impiego di 2 linee, per la comunicazione vocale e dati
- Nel 1990, i fornitori di servizi di telefonia iniziarono a diffondere le connessioni BroadBand. Bell, quindi, decise di combattere la concorrenza diffondendo la DSL, come tecnologia a banda larga, innovativa
- Nel 2000, la DSL, è diventata la concorrente più agguerrita contro la linea Cable
- Tecnologia Broadband (spettro di frequenza più ampio della banda di base, usata nel dial-up) Always-On (ossia pensata per esser affiancata ad una tariffa FLAT)
- Sfrutta il cablaggio della normale rete telefonica, al fine di trasportare i dati sfruttando delle bande di frequenza telefonica, più alte rispetto a quelle standard del dial-up impiegate nella comunicazione vocale. L'UpStream e il DownStream son posti a freq. superiori ai 4 KHz
- Tecnologie DSL comuni: Asymmetric DSL (ADSL); Symmetric DSL (SDSL); High Bit Rate DSL (HDSL); ISDN (like) DSL (IDSL);
Rate Adaptive DSL (RADSL); Consumer DSL (CDSL), detta anche DSL-lite
- Permette ai fornitori di servizi di offrire delle bandwidth maggiori, senza ricorrere al collegamento dedicato (più costoso)
- A causa della separazione delle frequenze usate, è possibile intraprendere comunicazioni vocali e dati contemporaneamente, tramite gli appositi dispositivi (es. filtri DSL)
- Per la connessione non utilizza la normale numerazione telefonica
- Più linee DSL vengono raggruppate e smistate, verso una connessione ad alta capacità (es. una T3/DS3), tramite un multiplexer d'accesso (DSLAM, DSL Access Multiplexer, il quale opera sfruttando delle tecnologie TDM), presso il CO appartenente al fornitore di servizi di telefonia
- Grazie all'impiego di tecniche di modulazione e coding, gli standard DSL più datati, oggigiorno, permettono il raggiungimento di velocità pari a 8.192 Mbps (in cablaggi medi lunghi 2 Km). Lo standard ADSL2+, nella stessa lunghezza, garantisce 20 Mbit/sec
- L'ADSL offre una banda, in DownStream, maggiore di quella in UpStream
- L'SDSL fornisce la stessa capacità per entrambi le direzioni (UpStream/DownStream)
- Tipi differenti di DSL offrono bandwith diverse, anche con capacità superiori alle linee dedicate T1/E1
- La frequenza di trasferimento delle tecnologie DSL dipende dalla lunghezza attuale del local loop e dal tipo di condizione del cablaggio. Per ottimi risultati, il percorso (coperto dal local loop) tra CPE e CO dev'essere più corto di 5,5 Km
- A differenza di altre linee (es. le dedicate analogiche), non è possibile effettuare delle connessioni dirette (es. verso una intranet di un azienda). L'utente deve prima connettersi passando per i nodi DSL offerti dal fornitore di servizi. Successivamente, viene creato un IP Link, sfruttando Internet, verso il nodo privato richiesto. Per garantire sicurezza, le tecnologie DSL permettono l'impiego di connessioni VPN (Virtual Private Network), dirette ad un server VPN.

Cable modem   

- Sfrutta il cavo coassiale, usato nelle aree urbane per diffondere il segnale televisivo via cavo
- Permette bandwidth maggiori rispetto al local loop telefonico convenzionale
- I modem Cable permettono delle trasmissioni dati, in 2 vie, usando lo stesso cavo coassiale usato per trasmettere la TV via cavo
- Alcuni fornitori di servizio offrono velocità 6 1/2 volte maggiori rispetto alle linee dedicate T1. Tali velocità rendono questo mezzo trasmissivo utile per il trasferimento di grandi quantità di dati, in modo veloce, sfruttando il cablaggio pre-esistente
- I Cable modem offrono delle connessioni Always-On, tramite una semplice installazione
- Nonostante il tipo di connessione, i computer connessi alla rete Cable, son sottoposti agli stessi rischi di sicurezza presenti in quelli via linea telefonica. E' possibile l'impiego del VPN
- Il Cable modem permette la consegna di dati, a velocità di 30/40 Mbps, su un canale cable di 6 MHz (500 volte più veloce di un modem analogico a 56 Kbps). La consegna e ricezione di dati è possibile contemporaneamente a quella destinata ai dispositivi televisivi (tramite uno splitter 1-a-2)
- I servizi Cable necessitano di ISP che supportino tale servizio
- Solitamente, un backbone Cable è condiviso su più abitazioni, le quali condividono tutte lo stesso mezzo trasmissivo. Più utenti impegnano la linea, più le prestazioni offerte diminuiscono





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